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download: Luglio 2010 (430.21KB) added: 28/07/2010 clicks: 128 description: QuiSaronno n° 6 - Luglio 2010 |
Un’azienda privata, a qualunque settore appartenga, deve essere gestita con costante attenzione al mercato in cui si opera, garantire una valida offerta di prodotti e servizi, definire e rispettare adeguate policy aziendali (1) e validi processi operativi (2). L’appropriata implementazione di policy e processi è volta al raggiungimento degli obiettivi aziendali, di regola la crescita e un soddisfacente risultato economico (utile), con l’assunzione di rischi accettabili, nel rispetto di normative e regolamenti, dell’ambiente e, non meno importante, di un’etica economica e sociale.
Cosa allora differenzia un’azienda pubblica da una privata? Le cronache di anni di gestione di aziende pubbliche a livello nazionale (EFIM, IRI, ecc.), e talvolta locale (aziende a controllo regionale e municipalizzate), hanno spesso mostrato che gli “interessi” della classe politica prevalevano sui principi di sana gestione e ignoravano bellamente il bene comune. Tali interessi erano infatti volti a piazzare amministratori ligi agli ordini di partito e magari privi di competenze, ad effettuare assunzioni clientelari, a ricevere forniture a prezzi fuori mercato, nonché ad adottare la “regola del finanziamento” di partiti e politici. La lunga serie di processi iniziati con “mani pulite” ha reso evidente quanto era da anni percepito come un problema, ma mai dimostrato prima essere un sistema diffuso. Tra i recenti provvedimenti del Governo volti al contenimento della spesa pubblica, uno su tutti, la riduzione di 4/5 dei consulenti, indica che il cammino da fare è lungo, poiché le risorse pubbliche spesso non sono gestite, per usare un’espressione benevola, con la necessaria oculatezza.
Rispondo ora alla domanda “quali differenze?”, per dire che un’azienda pubblica va gestita con gli stessi criteri di corretta amministrazione presenti in aziende private ben gestite: controllo dei costi, assunzione di persone competenti, loro corretto indirizzo e remunerazione, controllo sistematico delle attività appaltate (outsourcing) e delle forniture, rispetto della normativa e dei regolamenti interni, e così via. Allora deve essere tutto uguale nel pubblico e nel privato? Certamente sì in termini di gestione, controllo e indirizzo, ma con queste differenze sostanziali: i prezzi dei servizi somministrati, un esempio su tutti acqua e trasporti, possono essere “politici”, cioé erogati a condizioni di favore per gli utenti, anziché a prezzi remunerativi per chi fornisce il servizio. Inoltre, le scelte gestionali e di indirizzo politico devono sempre rispettare, anche in tema di intervento di privati nelle aziende pubbliche, quanto previsto dall’art. 41 della Costituzione che recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Bisogna soprattutto evitare l’anomala commistione di privato e pubblico che, come si dice comunemente, porta a privatizzare gli utili e rendere pubbliche le perdite. In altre parole, se il pubblico è ben gestito, non solo il privato è bello.
Franco Casali
info@tuasaronno.it
NOTE:
1) Tra queste figurano lo Statuto Sociale; il Modello di ‘governance‘ e ordinamento interno; il Codice Etico e di Condotta negli Affari; l’Identificazione e Gestione dei Conflitti di Interesse; il Regolamento del Personale; le Politiche di rimunerazione; le Norme di comportamento; la Relazione con i mezzi d’informazione e immagine esterna; le Direttive anticorruzione e in materia di regali; la Privacy Policy; il Mansionario aziendale; il Regolamento di ogni funzione chiave; le Strategie di sviluppo.
2) I processi operativi prevedono tra gli altri lo sviluppo e mantenimento di un’adeguata infrastruttura (sistemi operativi e contabili, tecnologie e macchinari, ecc.), l’implementazione di adeguate direttive, ordini di servizio, circolari, procedure organizzative e di controllo; la definizione di validi presidi (controllo di gestione, interno, dei rischi; sicurezza fisica e logica, ecc.); lo sviluppo di metodologie per il contenimento e controllo dei costi; una gestione efficace (rispetto di tempi, costi e risultati) di progetti volti all’introduzione di nuovi prodotti o servizi, al miglioramento qualitativo dei prodotti o servizi offerti, alla riduzione dei costi, al costante adeguamento dei sistemi operativi e contabili, alla riduzione dei rischi, ecc. Occorrono inoltre il corretto dimensionamento del personale in termini quantitativi e qualitativi; costante formazione professionale a tutti i livelli per garantire competenza, crescita e motivazione; direzione per obiettivi ad ogni livello e, in ogni caso, per dirigenti e quadri; retribuzione (stipendio, superminimi e bonus) commisurata al raggiungimento di obiettivi assegnati e condivisi; controllo della qualità di prodotti e servizi; regolare rilevazione del livello di soddisfazione della Clientela esterna e interna, nonché del personale; marketing e pubblicità; adeguata definizione dei prezzi di offerta dei prodotti e servizi.


