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download: Febbraio 2011 (402.44KB) added: 13/02/2011 clicks: 434 description: QuiSaronno n° 9 - Febbraio 2011 |
Da domenica 7 febbraio fino al 15 marzo, sempre che i livelli delle polveri sottili (il famoso PM10) non rientrino nella norma, tutti i mezzi a motore presenti sul territorio comunale, fatta eccezione per l’asse via Lazzaroni/corso Europa e per quello per via Galli/viale Lombardia, non potranno superare, 24 ore al giorno, la soglia dei 30 km/h. Il drastico annuncio, fatto dal sindaco Luciano Porro, ha innescato immediatamente un’infinita serie di polemiche. La ragione è piuttosto comprensibile: molti saronnesi non solo non gradiscono l’idea di avere delle limitazioni sull’uso, ma non sono nemmeno convinti che il provvedimento possa essere efficace. La questione è complicata. Cerchiamo di approfondirla in questa pagina, offrendo anche il nostro punto di vista.
LE ZONE 30
Si parte dal concetto di “Zona 30”. Si tratta di aree nelle quali non solo le auto devono viaggiare al di sotto dei 30 km/h, ma devono essere considerate come “corpi estranei” al contesto. In Germania, Inghilterra e paesi nordici le Zone 30 sono realtà da trent’anni. In queste zone la segnaletica e gli arredi urbani obbligano il conducente di un’auto a moderare la velocità, vuoi per la presenza di rallentatori, vuoi per il fatto che la maggior parte della mobilità è costituita da pedoni e ciclisti. I vantaggi indubitabili delle Zone 30 sono:
- Riduzione drastica degli incidenti e della gravità delle loro conseguenze (meno morti e feriti)
- Forte incentivo all’uso di mezzi alternativi all’auto, per la maggior sicurezza di pedoni e ciclisti
- Traffico più regolare e fluido, quindi meno frenate e meno accelerazioni, che aumentano i consumi di carburante e l’usura, freni, pneumatici e asfalto
Insomma, tra i vantaggi supposti c’è anche quello che una minore velocità porti a una riduzione nell’emissione di polveri sottili. E anche se sull’entità di tale riduzione i risultati non sono sempre concordi, a causa della diversità delle situazioni e delle diversità territoriali, rimane la certezza che, dovunque applicate, le Zone 30 hanno alla lunga riscosso successo e ottenuto grandi risultati.
Certo, nelle Zone 30 si deve “schiacciare” di meno, ma la cosa influisce molto poco sui tempi di percorrenza urbani, solo pochi minuti.
Le accelerazioni e gli stop diminuiscono verticalmente, rendendo la guida più scorrevole e regolare, e più rilassante. Chi ha guidato a Saronno negli orari di punta, in questi giorni, se ne sarà sicuramente accorto.
IL TENTATIVO ISOLATO DI SARONNO
Al di là di queste considerazioni, resta da capire perché si sia arrivati a questo provvedimento. Saronno, dopo un incontro del 3 febbraio con i Comuni limitrofi, ha deciso di procedere da sola con l’ordinanza restrittiva di cui abbiamo appena parlato. Questo è un forte limite all’impatto del progetto, che in queste condizioni non ha molte chanche di essere efficace come avrebbe potuto se condiviso su un territorio più ampio, così come è piuttosto evidente che limitare la velocità delle auto non sia un intervento risolutore. Occorrono politiche di più ampio respiro, legate ai mezzi pubblici, alle infrastrutture, al rinnovamento del parco auto, alla viabilità, ai controlli sui riscaldamenti e sulle emissioni industriali (anch’essi responsabili dell’inquinamento in città). È altrettanto evidente, però, come l’intervento sul traffico veicolare sia il più immediato e facile da gestire, in casi come questo. E Saronno ha
avuto il coraggio di farlo, associandolo a una serie d’interventi accessori ben illustrati dall’assessore Campilongo.
L’EUROPA E LA POLITICA REGIONALE
Se questa emergenza ambientale non può essere risolta con i 30 all’ora, siamo certi che anche il “Fronte del NO” si renda conto che è necessario considerare le cause di questa situazione che ogni anno si presenta, e ripensare al sistema della mobilità in una zona metropolitana come questa. Saronno ha ammassato in centro luoghi di lavoro e servizi e, per gli alti valori immobiliari, ha spinto fuori le residenze. Chilometri quadrati di cemento steso in pochi anni hanno obbligato a concentrare la mobilità solo sull’uso dell’auto privata. È quasi impossibile servire le residenze realizzate in quella che una volta era aperta campagna con il trasporto pubblico ed è per l’incompatibilità con gli obiettivi europei e internazionali di abbattimento delle emissioni che alterano il clima che Formigoni è sotto processo e l’Italia è ripetutamente condannata dalla Corte di Giustizia dall’Unione Europea.
Facile dunque dire che non serve a niente il limite dei 30 all’ora, ma se serve a meditare in che vicolo cieco ci stiamo cacciando ben venga. Abbiamo due consiglieri regionali, Rienzo Azzi e Raffaele Cattaneo (quest’ultimo assessore regionale a Infrastrutture e Mobilità), oltre che un parlamentare europeo, Lara Comi. Da loro ci aspettiamo azioni coerenti con i rimedi necessari, ma abbiamo seri motivi per dubitare che lo possano fare. Nel frattempo, noi di Tu@Saronno, che siamo sempre stati dalla parte di quelli che vanno in bicicletta, ci godiamo qualche giorno di una Saronno più sicura e meno isterica, grazie al rispetto
dell’ordinanza che la maggior parte dei cittadini, seppure con qualche brontolio, osserva diligentemente. Ed è già molto.
Angelo Proserpio
Alessandro Galli
LINK UTILI PER SAPERNE DI PIU’
www.ecodallecitta.it
www.arpalombardia.it
it.wikipedia.org/wiki/Zona_30
www.zone30asti.it
www.zone30torino.it
www.transportenvironment.org




Alcune riflessioni sulla questione dei 30 km/h. Sono fermamente contrario all’ordinanza del Sindaco. Io ho lo stesso diritto di usare l’auto che altri hanno di andare a piedi o in bici. E se devo rispettare io le norme lo devono fare anche loro. Quindi non si attraversa fuori dalle righe ( tra l’altro ce ne sono tantissime ) , chi va in bici deve avere le dotazioni di sicurezza ( luce e campanello ) funzionanti e dopo il tramonto si deve mettere il giubbino rifrangente omologato come prescrive il codice….se non lo fanno DEVONO essere sanzionati.
Certo e’ piu’ facile mettere un autovelox e due vigili che in un turno di lavoro fanno incassare al comune qualche migliaio ( se non decine visto quante multe sono state fatte negli ultimi 10 mesi ) di euro che fermare tutti coloro che in bici o a piedi non rispettano il codice.
Non voglio entrare poi in questioni di tipo tecnico sul rendimento dei motori…basta scaricare i dati ARPA degli ultimi sei mesi per vedere che la prima settimana a 30 km/h e’ stata quella che ha fatto registrare i valori piu’ alti. Sara’ che forse il problema non sono solo le auto ma anche le caldaie ? E’ visto che molti esperti lo confermano ( compreso anche l’amministrazione di Saronno vedi il decalogo distribuito a cura del comune ) come mai non sono ancora stati fatti interventi in Municipio ? Leggo sulla stampa che venerdi scorso la temperatura era ben piu’ alta dei 20 gradi previsti per legge ( nazionale ). Forse costa troppo mettere a norma l’impianto ? E allora come mai i cittadini devono sostenere i costi per mettere a norma i loro impianti ( visto che i vigili hanno mandato anche di controllare le temperature nelle case e sanzionare i trasgressori) ?
Purtroppo anche qui vale lo stesso principio….io comune, Sindaco, Assessore ecc lo posso fare tu cittadino no !
E’ troppo facile fare ordinanze tout court. Perche’ in quasi un anno i nostri amministratori non hanno fatto nulla per migliorare la vivibilita’ della citta’ ? Ci voleva la scusa del PM10 ? Perche’ tutti quelli che sono favorevoli al provvedimento insistono sul fatto della maggior sicurezza, della riduzione dello stress, sull’educare i cittadini ( che non sono scimmie ma persone dotate di intelligenza ) e non sulla riduzione dell’inquinamento ( motivo per cui e’ stata fatta l’ordinanza ! ) ? Ovviamente non possono….basta leggere i dati dell’ARPA.
Ovviamente non potete convincermi che e’ meglio usare il mezzo pubblico anziche l’auto quando dal liceo Legnani a Via Piave ci metto al massimo 15 minuti ( a 30 km/h e con la coda ) mentre in autobus ce ne vogliono 45 !!!! E neppure potete convincermi ad utilizzare la bicicletta con temperature che al mattino sono sempre vicine allo zero.
Voglio essere comunque propositivo e positivo: perche’ non fare un consiglio comunale aperto ( serio senza lasciare spazio alle polemiche sull’ordinanza ) o un’altra iniziativa pubblica sull’argomento della mobilia’ sostenibile in citta’ portando proposte concrete come lo spostamento dei capolinea dei bus dalla stazione alle scuole, la riduzione del tempo di sosta nei parcheggi in centro ( p.e. da 1 ora a 30 minuti ), favorire l’utilizzo dell’autosilos, estendere la sperimentazione “3 euro al giorno” in tutta la zona della stazione ( a cosa serve mettere una sosta di 1 ora in prossimita’ della stazione ? prendo il treno per stare via sicuramente piu’ di un ora ! ), istituire ( SI ! ) in centro le “zone 30″ ( via S Giuseppe, la zona intorno alla stazione, via Roma, Via Manzoni ), riconsiderare il piano del traffico andando a vedere di persona le zone dove ci sono problemi ( ad esempio via Carcano, la rotonda dell’ospedale alle mattina ecc ), sanzionare chi supera il limite di 50 km/h ( quello e’ giusto e previsto dal codice ! ) ecc.
Chiaramente continuero’ a protestare contro l’ordinanza che continuo a ritenere ingiusta, ma vorrei che le persone che ci governano facciano veramente uno sforzo per confrontarsi con la citta’ e trovare una soluzione che consenta a tutti di vivere meglio….e non solo ai ciclisti e ai pedoni ma anche a chi con l’auto ci lavora, ci porta i figli a scuola, palestra ecc.
Cordiali saluti
Gabriele
Ciao Gabriele.
Ti ringrazio per il commento, di cui condivido molte perplessità, che poi sono le stesse di molti cittadini, decisamente “colpiti” da questa ordinanza. Si sono dette e scritte molte cose, in questi giorni, alcune in maniera informata, molte altre “di pancia” o addirittura secondo me slealmente, come chi dice che a Saronno le code e le multe, prima di lunedì scorso, non esistevano nemmeno…
Certamente, è un provvedimento che fa discutere, in primis per il fatto di non essere stato “condiviso” con i cittadini ma imposto dal Sindaco, che ha valutato d’intervenire rapidamente a fronte dell’emergenza PM10. Porro si è fatto carico di questa scelta, e paga ora una forte impopolarità. Questo basta, secondo me, per far capire come sia un provvedimento fatto con grande convinzione che, alla lunga, faccia bene, e non slealmente per fare incetta di multe o – grottesco! – propaganda.
Senz’altro, mosse così furiosamente le acque, sono auspicabili dei tavoli di discussione con la città e una migliore informazione. Cercheremo di dare il nostro contributo in tal senso. E senz’altro sono necessari tanti altri interventi che il Comune sta cercando di concretizzare (come la stabilizzazione del riscaldamento nella sede di via Marconi, che non è immediata per motivi tecnici ben chiariti in settimana). Inutile dire che ci aspettiamo al più presto l’intervento di una Regione al momento muta.
Noi di Tu@Saronno, pur comprendendo le critiche dei saronnesi, crediamo che questo provvedimento debba essere un primo passo – magari da ridimensionare per estensioni e orari – verso un’idea di città più gentile e vivibile, che dev’essere concretizzata attraverso infrastrutture, servizi, regole (anche quelle per i ciclisti e per i pedoni
).
Cambiare le nostre abitudini è molto difficile e c’è senz’altro bisogno di farlo coinvolgendo di più i cittadini. Su questo, come dicevo, ti posso senz’altro dire di essere d’accordo con te. Poi mi auguro anche che l’ordinanza abbia degli evidenti effetti positivi sulla qualità dell’aria e della vita saronnesi, visto che ormai è stata espressa con criticità. A oggi è difficile parlare di risultati evidenti e unicamente collegati al rallentamente del traffico, ma credo anche che i disagi siano stati tutto sommato molto contenuti, e riguardino soprattutto chi usa la città al di fuori dell’orario 8-20, quando il traffico è poco.
In ogni caso, ti rigrazio per il contributo e spero vivamente che tu e tutti gli altri che hanno acceso i rifettori su questa ordinanza possiate pretendere da questa amministrazione e da tutte quelle che verranno un città vivibile, sicura e possibilmente salubre.