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description: QuiSaronno n° 2 - Gennaio 2010
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In una delle zone residenziali più vaste di Saronno, la città si perde verso la periferia e non solo in senso topografico. è proprio il senso di appartenenza alla comunità che svanisce tra palazzi multi-piano e carenza di attenzione da parte dell’amministrazione comunale.
In una delle zone residenziali più vaste di Saronno, la città si perde verso la periferia e non solo in senso topografico. è proprio il senso di appartenenza alla comunità che svanisce tra palazzi multi-piano e carenza di attenzione da parte dell’amministrazione comunale. Parlare del quartiere Prealpi-Volta è come confrontarsi con un gigante altissimo, al quale sui piedi batte la pioggia e sulla testa il sole, tante sono esagerate le sue dimensioni. Eppure, quest’ampia parte di Saronno, che si colloca tra le direttrici per Como e per Varese, ha una certa identià morfologica, articolata attorno al nucleo del centro parrocchiale che ha visto negli scorsi decenni una febbrile attività che oggi sembra essere in parte tramontata. E tutto questo quartiere, pur nelle sue gradi diversità tra le varie aree residenziali, dove sono piuttosto evidenti le differenze sociali e di reddito, è in qualche modo vittima del tramonto e del degrado. Degrado non solo ambientale ma anche emotivo, un degrado che genera un senso di non appartenenza alla città in quanto privata da simboli e occasioni di socialità.
Prendiamo per esempio la vecchia scuola elementare all’inizio di via Marx. Una volta era un importante punto d’incontro, dove gli abitanti si ritrovavano per organizzare insieme appuntamenti di quartiere (come la Stra-Volta, una minimaratona). Oggi, cambiata la destinazione d’uso, ha perso il proprio ruolo trainante, spegnendo anche la socialità che le ruotava attorno. Eppure nel quartiere ci sono altre opportunità, come quella – non pubblicizzata e non agevolata – della porta sul parco del Lura, proprio vicino alla scuola. Opportunità che gli abitanti faticano a cogliere, frenati dalle difficoltà derivanti dalla massiccia immigrazione in quest’area. “Siamo preoccupati per le condizioni igieniche di alcune abitazioni”, dicono gli abitanti, “e la convivenza a volte è davvero difficile. In Comune sembra non esserci nessuno in grado di darci ascolto”. Tensioni amplificate dal susseguirsi di fenomeni di piccola criminalità o anche semplice maleducazione con i quali i residenti faticano giustamente a convivere.
Il trait d’union di questa vastissima area, comunque, resta quello della percezione d’incuria e abbandono, dalla sistemazione degli spazi a verde a quella della tutela dell’arredo urbano, annoso problema che riguarda molti dei parchi aperti saronnesi, come quello di via Toti. Chi lo raggiunge, passando dal centro, non può non finire con un piede o una ruota in qualche buca, che soprattutto d’inverno si apre qui più che altrove.
Alessandro Galli



