PSICOLOGIA SCOLASTICA

foto: Niccolò Caranti

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Anche se di vera emergenza non si tratta, tutti e tre i dirigenti scolastici degli Istituti di Saronno delle scuole medie, di cui parliamo nella pagina precedente, hanno sottolineato che il disagio pre e adolescenziale esiste e sta diventando un problema importante e da affrontare subito. Cosa possiamo fare per aiutare i nostri adolescenti?
Una crescita sana e uno sviluppo armonico rappresentano ciò che ogni genitore consapevole desidera per il proprio figlio ma, nello stesso tempo, ogni individuo è il risultato di interazioni uniche e complesse tra molti fattori spesso non controllabili dal genitore: da un lato il suo corpo, cioè la materia di cui è fatto, dall’altro la sua mente e, non da ultimo, l’ambiente culturale in cui è inserito, cioè la cornice all’interno della quale lui stesso si muove e le sue azioni acquisiscono un senso.
Il primo ambiente in cui si sperimentano emozioni, affetti e sentimenti è quello familiare e come tutti sappiamo, la prima forma di prevenzione rispetto al disagio giovanile si fa dentro le mura di casa fornendo ai propri figli un ambiente sereno e accudente e, man mano che crescono, un supporto stabile e affettivo per favorire lo sviluppo dell’autonomia fisica e mentale, della capacità critica e del senso di responsabilità individuale. La scuola riveste un ruolo davvero privilegiato poiché occupa uno spazio orario rilevante e il percorso educativo offerto influisce sullo sviluppo intellettivo di ogni ragazzo e ragazza.
Il periodo dagli 11/12 ai 17/18 anni rappresenta infatti una preziosissima palestra per l’allenamento e la sperimentazione individuale delle emozioni, delle azioni e dei comportamenti, nonché delle relazioni che costituiranno le fondamenta per la formazione del carattere e della personalità adulta. In questa fase è comune per un ragazzo o una ragazza sperimentare emozioni e sensazioni diverse che si susseguono in brevi istanti, spesso in contrasto tra loro; ciò porta, di conseguenza, a sentirsi deboli e confusi. È frequente provare anche un senso di fragilità e di vuoto interiore che possono purtroppo perdurare nel tempo.
Come viene percepito un simile vissuto in una società superficiale, spesso affannata e colma di soluzioni illusorie e messaggi contraddittori? Una società che ci propone spesso presunte “pillole magiche” e risolutive? Vale a dire vestiti, profumi, telefonini e altri gadget per farci sentire OK e al passo coi tempi? Una società che quasi mai dà tempo e spazio per l’attesa o il dubbio? Inoltre, i genitori sono molto impegnati con il lavoro, presi da problemi contingenti e a volte scarse prospettive per il futuro…
La psicologia ci conferma che un fattore di prevenzione importante di ogni forma di disagio è rappresentato dalla qualità del monitoraggio svolto dagli adulti sui bambini e soprattutto sugli adolescenti.
Il disagio inteso nelle sue diverse forme, ovvero individuale, relazionale e scolastico rappresenta uno di quegli ambiti complessi che la scuola e la famiglia si trovano ad affrontare, anche perché la mancata soluzione può provocare limitazioni e blocchi cognitivi e influenzare negativamente la vita e il percorso adolescenziale.
Come abbiamo appena visto, la sua causa non è mai univoca; spesso il giovane ha difficoltà nel comunicare perché sente carenti, anche dal punto di vista empatico, le persone che gli stanno attorno, magari perché la loro presenza è limitata e discontinua. Spesso chi si occupa di lui non ha risorse sufficienti per far fronte al livello di disagio che il ragazzo sta affrontando.
D’accordo con i dirigenti scolastici degli Istituti di Saronno, noi reputiamo auspicabile un rafforzamento degli spazi di ascolto (C.I.C. o altro) all’interno della scuola che possano fungere da terreno neutro ma amichevole per i ragazzi. Una struttura cioè pronta a offrire quell’aiuto che può far emergere le potenzialità e le risorse interiori presenti nei nostri ragazzi, stimolandoli a sviluppare le loro competenze e la loro capacità di resistere e fronteggiare le difficoltà.
Ovviamente, questo può avvenire solo all’interno di relazioni stabili e significative. Pertanto, anche i progetti messi in atto e le figure che vi operano devono rispondere a criteri di competenza e continuità. Riteniamo che tale tipo di supporto possa avere un effetto importante sugli adolescenti in termini di aumento di consapevolezza personale, di autostima e fiducia nelle proprie risorse, oltre a favorire maggiore stabilità emozionale, altro ambito delicato e ricco di criticità.
Aiutare a superare il disagio, di qualunque eziologia e natura esso sia, spesso significa cercare di trovare argomenti e parole giuste per raggiungere, anche attraverso l’empatia, e sia pur in presenza di un’inquietudine temporanea o permanente, una inesplorata saggezza.

M. Eleonora Camporese

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Pubblicato dalla redazione di QuiSaronno, l'autore dell'articolo - se diverso - è indicato nel testo.