PROGETTARE IL FUTURO DI SARONNO

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La prima di tre puntate nelle quali cercheremo di spiegare perché il Piano di Governo del Territorio sia così importante, come viene realizzato, quali siano le sue parti e le sue implicazioni.

Qualcuno ne avrà sicuramente sentito parlare in questi ultimi mesi, ma è difficile pensare che tutti i saronnesi siano correttamente informati su che cosa sia il Piano di Governo del Territorio e del perché sia così importante. Eppure è qualcosa di cui tutti dovrebbero essere a conoscenza e su cui tutti dovrebbero avere l’opportunità di esprimere un parere, perché il PGT è qualcosa che davvero può cambiarti la vita. In meglio se fatto bene, in peggio se fatto male.

Ma che cosa si nasconde dietro questo nome e cosa viene “governato”, in concreto, attraverso il PGT? Per spiegarlo, occorre fare un passo indietro e partire da un documento più noto, ossia il Piano Regolatore Generale, lo strumento di cui ogni comune doveva dotarsi per regolamentare lo sviluppo urbanistico sul proprio territorio prima della legge regionale lombarda n°12 dell’11 marzo 2005, con cui la Regione Lombardia ha stabilito che fosse necessario fare un ulteriore passo, sostituendo questo documento con il Piano di Governo del Territorio entro il marzo del 2009. Purtroppo solo il 5% dei comuni lombardi è riuscito a ottemperare all’incombenza in tempi utili, motivo per cui la Regione ha posticipato la scadenza al 31 marzo 2010. Termine che anche il Comune di Saronno dovrà rispettare e di cui si dovrà occupare il Commissario Prefettizio Giuliana Longhi, con i pro e i contro di questa situazione.

Il PGT, in soldoni, stabilisce dove e come si possa costruire, e – fondamentale – anche cosa. E con “costruire” dobbiamo pensare non solo a nuove residenze, ma a tutto quello che concorre a soddisfare le molteplici esigenze di una città: servizi, industria, verde, strade, ecc. È quindi evidente quanto sia importante che questo strumento venga redatto nella maniera più lungimirante possibile, basandosi su un progetto di città a lungo termine impostato per prevenire i problemi e non per rincorrerli. La città ormai non si definisce più con quanto viene costrutito, ma anche da come vengono organizzati i servizi e tutelato l’ambiente.

Ma di che cosa si compone, nella pratica, il PGT? Gli atti fondamentali sono tre:
Documento di piano: definisce il quadro generale della programmazione urbanistica, anche in base alle proposte di cittadini e associazioni. Questo significa che tutti possono partecipare alla stesura del piano. Ci occupiamo di approfondire questo punto nel box appositamente dedicato che trovate in questa stessa pagina.

Piano dei servizi: definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico di cui il Comune si deve dotare. Questi interventi vanno pianificati anche dal punto di vista economico (bisogna capire dove trovare i soldi, insomma) e devono essere proporzionati alle dimensioni dell’abitato.

Piano delle regole: definisce la destinazione delle varie aree del territorio, un po’ come il vecchio Piano Regolatore Generale. Questo piano definisce gli interventi anche sugli edifici esistenti, stabilendo di fatto la destinazione specifica di ogni area in maniera incontrovertibile.

Il PGT, quindi, è uno strumento articolato e omnicomprensivo che può davvero decidere la vita o la morte di una città, e che presuppone una forte partecipazione popolare – ossia nostra. Pensate a cosa succederebbe se i servizi non fossero progettati in maniera appropriata o se interventi residenziali venissero realizzati laddove la rete stradale non fosse in grado di sopportare il nuovo carico di traffico. Oppure se non fossero previsti spazi verdi, spazi vuoti, contrappesi volumetrici agli interventi residenziali. Be’, è facile immaginarlo, visto che purtroppo tutto ciò è in parte già accaduto in questi ultimi dieci anni, e i saronnesi se ne sono amaramente accorti.

Una città progettata a caso è una città destinata a essere nemica. Mancanza di servizi, traffico, inquinamento, degrado sociale e urbanistico, microcriminalità, scarsa possibilità di fruire di un tempo libero di alta qualità: sono solo alcuni dei problemi che vanno controllati attraverso un PGT sensato e slegato dalle logiche economiche che possono avere interesse a costruire una città fatta di segni tracciati su una mappa, e non di persone che vivono, lavorano, si spostano, hanno bisogni e aspirazioni di diverso tipo. E cui l’Amministrazione ha il dovere di dare delle risposte concrete.

LA PRIMA FASE: IL DOCUMENTO DI PIANO

In questi giorni, il Commissario Prefettizio ha chiesto a tutte le associazioni, come da normativa, pareri e suggerimenti in merito alla realizzazione del Documento di Piano. Questa fase è una delle novità più importanti introdotte con il PGT, dato che in precedenza il parere dei cittadini doveva essere richiesto sulla base di una prima stesura del documento, e non in fase propedeutica come ora. Inoltre – altra novità – il Documento di Piano ha una profondità di analisi mai raggiunta in precedenza. Non viene specificata solo la destinazione delle aree, ma viene effettuato uno studio del territorio dal punto di vista geologico, ambientale, urbanistico, viabilistico, infrastrutturale, economico, sociale e culturale. Un’istantanea a tutto tondo della realtà cittadina, tanto più utile quanto più profonda e accurata, essenziale per capire dove siamo e – soprattutto – dove dobbiamo andare.

Anche TU@SARONNO, in qualità di associazione e lista civica, ha dato il proprio contributo, consegnando al Commissario un documento contenente le osservazioni sviluppate dal proprio gruppo di studio riguardo al PGT, costituito da professionisti nel settore dell’urbanistica e della pianificazione del territorio. Potete scaricare questo documento da Internet all’indirizzo http://tinyurl.com/tuasaronno-pgt.

IL PGT SU INTERNET

Di seguito, alcuni siti che i frequentatori del web possono navigare per avere qualche informazione in più riguardo al Piano di Governo del Territorio.

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Alessandro Galli