MA ROSARNO E’ COSI’ LONTANA?

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La speculazione. Vi siete mai chiesti quanto “ci guadagna” la società civile dalla presenza degli stranieri? Dalle badanti che sostituiscono il welfare; ai lavoratori in nero abbandonati in strada quando s’infortunano; agli appartamenti indecenti affittati a caro prezzo a chi non ha il permesso di soggiorno.

Anche a Saronno scorrono tanti cortometraggi sugli immigrati. Chi sono gli stranieri che tutti i giorni incrociamo? Su di loro abbiamo un’opinione, ma quasi mai ne conosciamo le storie. Eccone alcune, reali, i cui protagonisti per riservatezza hanno nomi di fantasia .

Irina per fare la badante a 900 euro al mese ha disgregato la sua famiglia. Se otterrà il permesso di soggiorno potrà tornare in Ucraina dai bambini che non vede da due anni. La storia di Irina è uno spaccato di un mondo a rischio. Per garantire l’assistenza ai nostri anziani si portano via le mamme ai bambini di un altro paese. Moustafa è regolare da tanti anni e si sente uno di qui. La sua ditta ha chiuso i battenti e lui è rimasto senza lavoro. Come tanti italiani, certo. Ma per lui c’è un problema in più: deve trovare assolutamente un altro lavoro perché se resta per sei mesi disoccupato non gli rinnoveranno il permesso. Il buono vacanza è scaduto.

C’è Ayad tunisino, irregolare, fa il muratore. Il suo capo lo avvisa la sera prima dove lavorerà il giorno dopo, alle 5 passano a prenderlo. Di solito il viaggio prende un paio d’ore, lavora fino alle 5 del pomeriggio e poi di nuovo sul Transit per il viaggio di ritorno. é un lavoro che lo tiene appeso a un filo. Per 60 euro, quando va bene, solleva tutti i giorni 500 blocchi di cemento da 13 chili. Anche lui ha un problema di sicurezza.

In una mattina d’inverno Said, irregolare, muratore di 31 anni, ha lasciato la sua vita sulle strisce pedonali mentre aspettava che lo raccogliessero per andare a lavorare. La sua famiglia in Tunisia sta ancora aspettando un risarcimento, complice una burocrazia che non fa sconti se non hai qualcuno che ti raccomanda. Assomiglia a qualcosa che abbiamo già visto anche la storia di Mahmoud che aspetta di essere pagato da quattro mesi. Il suo capo non ci sente e quando una sera torna da lui per l’ennesimo sollecito, questi lo fa picchiare dai suoi amici.

C’è Abdel che una casa ce l’ha, ma per la crisi fa fatica a pagare il mutuo. Potrebbe ospitare un nipote che è qui senza permesso di soggiorno, che lavora e lo aiuterebbe a pagare le spese. Ma non può perché sarebbe favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Se Abdel perde la casa e il nipote resta sbandato, difficile negare che è un danno per tutti.

Ahemd invece la casa l’ha presa in affitto. Paga regolarmente il canone e al padrone di casa ha lasciato una bella cauzione che un saronnese non si sognerebbe di pagare. Il proprietario però non ha “ancora avuto il tempo” di fare l’allacciamento della caldaia dell’appartamento e così sono due inverni che Ahmed e la sua famiglia si scaldano con le stufe e hanno solo l’acqua fredda in casa.

Ma c’è anche un caso che è più di una notizia. Due anni fa il giudice del Tribunale di Saronno ha accolto la domanda di sfratto presentata da un magrebino contro un italiano che non pagava l’affitto.
Sono storie di tempi vorticosi e di persone dinamiche per necessità che annunciano un’integrazione sociale inarrestabile. I diritti, i doveri, i bisogni e gli interessi non hanno confine né etnico, né geografico, né ideologico e annunciano un avvicendamento molto prossimo e massiccio in tutti i settori della vita civile.

Anna Proserpio

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Pubblicato dalla redazione di QuiSaronno, l'autore dell'articolo - se diverso - è indicato nel testo.