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download: Febbraio 2011 (402.44KB) added: 13/02/2011 clicks: 434 description: QuiSaronno n° 9 - Febbraio 2011 |
Con delibera del Consiglio Comunale del 21.12.2010 il Comune di Saronno ha deciso di liquidare la SpA che gestisce il Teatro di Saronno. La decisione si è resa obbligatoria in quanto l’art. 2447 del Codice Civile prevede che, quando il capitale sociale di una SpA sia intaccato (o azzerato) dai debiti, l’Assemblea dei Soci deve decidere se ricapitalizzare o sciogliere la società. Il Comune, come socio di maggioranza assoluta, ha pronunciato dunque l’ultima parola.
Qualche domanda viene spontanea.
Cosa ha portato all’erosione del capitale sociale della SpA? Ma non ci avevano detto, fino a pochi mesi fa, proclamandolo a gran voce e dalle pagine dei giornali, che tutto andava bene e che il precedente CdA aveva pareggiato i conti? Evidentemente le cose non stavano proprio così.
I dati sono molto chiari: da una prima analisi, risulta che il Teatro costa circa 1300 euro al giorno, che si apra o meno il sipario. Da qui discende che il contributo del Comune di circa 300mila euro l’anno non è sufficiente a coprire i costi fissi.
Inoltre, anche se gli incassi degli spettacoli coprono i cachet delle compagnie, siamo ben lontani da una qualsiasi idea di “pareggio”. Infatti, dati i costi fissi, tagliare le attività del teatro è un danno, non un risparmio.
Dunque, nessuna amministrazione che faccia funzionare il teatro soltanto per 60 giornate di spettacoli all’anno può essere definita (o autodefinirsi) “virtuosa”.
A una più attenta analisi del bilancio, è stata inoltre rilevata la presenza di crediti definiti inesigibili, derivanti da sponsorizzazioni promesse e mai pagate e dal contributo ministeriale che per due anni (2008-2009) non è stato concesso al teatro, nonostante ne sia stata fatta richiesta. Resta da capire come mai le cifre non siano state inserite in un “fondo rischi” ben prima del bilancio del 30.06.2010.
Ma resta anche da capire come mai il finanziamento ministeriale venisse inserito nel bilancio nella voce crediti ben prima che vi fosse una delibera ministeriale di accoglimento della domanda stessa (chiunque abbia consuetudine alle richieste di finanziamenti sa che essi sono subordinati ad una delibera di accettazione da parte dell’Ente Pubblico).
Un fatto però è certo: se la situazione economica qui fotografata sarà confermata dalle ulteriori verifiche in corso, al termine della procedura di liquidazione la SpA, ossia il Comune di Saronno, avrà svariate centinaia di migliaia di euro da pagare (attualmente si parla di circa 300mila euro). Bisogna decidere se il Comune dovrà farsi carico completamente di questo ennesimo onere.
Gruppo Bilancio Tu@Saronno
Del teatro di Saronno abbiamo già parlato nello scorso numero di QS, uscito a novembre. Torniamo a occuparcene per due motivi. Il primo è perché si tratta di un argomento che ci sta molto a cuore. Tu@Saronno non solo esprime l’assessore alla cultura, Cecilia Cavaterra, ma, grazie a Ilaria Angelone, fa anche parte del Consiglio di Amministrazione del Giuditta Pasta.
Il secondo è che, in questi mesi, con il passaggio definitivo dalla vecchia amministrazione alla nuova, e la recente assemblea dei soci del teatro, è stato finalmente possibile vedere tutte la carte relative ai conti, che fino ad allora erano state tenute a debita distanza dagli occhi dei nuovi amministratori da coloro che ne sono occupati in precedenza.
Sono così emersi i fatti e le cifre che trovate nell’articolo relativo al bilancio. Inoltre, è stato definito il passaggio del teatro da SpA a fondazione, cosa che comporterà un periodo in cui i membri del CdA di fatto non avranno alcun ruolo ufficiale. Ilaria Angelone, comunque, ha delineato nell’articolo che segue
quello che la nuova gestione intende fare riguardo alle attività del Giuditta Pasta.



