I PRINCIPI FONDAMENTALI

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Ecco le ragioni per scrivere quattro sì con cui dire no!

La “battaglia” referendaria, cui è dedicato quasi interamente questo numero di QuiSaronno, è soprattutto una battaglia di civiltà. Una battaglia che pone al centro del contendere alcuni diritti fondamentali per i quali non deve esistere, in nessun paese che si professa civile, alcuna negoziazione. Esiste un solido consenso attorno ai valori che stanno alla base di chi sostiene il “Sì” ai referendum, grazie a documenti e dichiarazioni di istituzioni diverse tra loro ma concordi nel porre l’uomo, la sua dignità e la sua vita al centro di ogni decisione comune.

Articolo 43 della Costituzione della Repubblica italiana: A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Risoluzione Assemblea Generale delle Nazioni Unite (luglio 2010): L’Assemblea […] dichiara il diritto all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienico-sanitari un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.

Risoluzione Parlamento Europeo ( marzo 2006 ): Il Parlamento Europeo […] dichiara che l’acqua è un bene comune dell’umanità, e come tale l’accesso all’acqua costituisce un diritto fondamentale della persona umana.

Dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa: Il principio della destinazione universale dei beni si applica naturalmente anche all’acqua, considerata nelle Sacre Scritture come simbolo di purificazione e di vita: in questo dono di Dio, l’acqua è elemento vitale, imprescindibile per la sopravvivenza e pertanto un diritto di tutti […] L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale. La sua distribuzione rientra, tradizionalmente, fra le responsabilità di enti pubblici, perché l’acqua è stata sempre considerata come un bene pubblico, caratteristica che va mantenuta qualora la gestione venga affidata al settore privato […] Senza acqua la vita è minacciata. Dunque il diritto all’acqua è un diritto universale e inalienabile.

Benedetto XVI in “ Caritas in veritate: “Il diritto all’alimentazione, così come quello all’acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni.

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Pubblicato dalla redazione di QuiSaronno, l'autore dell'articolo - se diverso - è indicato nel testo.