i conti tornano… SANTO SUBITO!

bilancio comunale 2010, Saronno

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added: 14/05/2011
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E’ tempo di bilanci. La coda di paglia degli esponenti dell’opposizione per le responsabilità che ha il Governo sullo stato delle finanze comunali ha impedito finora di ascoltare da loro interventi utili a capire i meccanismi diabolici del patto di stabilità con cui dobbiamo fare in conti.
Il rientro progressivo dal debito pubblico che il Governo ha imposto ai Comuni si fonda su maggiori entrate e minori spese. Una ricetta semplice che sarebbe anche condivisibile, se non fosse che deve essere attuata con una spregiudicatezza indifferente a ogni ragionevole obiezione sull’impossibilità di tagliare spese in settori dove non ci  sono entrate e per di più con uscite in continuo aumento.
Ma non si tratta solo di questo. Riuscire a contenere le spese, senza aumentare le entrate sarà comunque uno sforzo che non verrà premiato. I risparmi non possono essere usati per fare opere pubbliche né per pagare i fornitori, se prima non si pagano le rate dei mutui accesi. L’interesse delle banche viene prima dei cittadini e dei fornitori, molti dei quali sono lavoratori artigiani, cooperative, piccole imprese che vivono sulle commesse pubbliche. Un situazione in cui chiaramente l’economia soffoca la politica, i forti schiacciano i deboli. Siamo in presenza di un circolo perverso che impedisce al Comune di sostenere le imprese del territorio realizzando opere pubbliche, ma soprattutto blocca l’incremento dei servizi da offrire, alle scuole, agli asili nido, ai centri sociali, a beni come Palazzo Visconti.
Non sempre è bene aumentare le tariffe perché sussidiare mense e servizi scolastici agevola un fine costituzionale, indipendentemente dal livello di reddito di chi usufruisce del servizio. Ma se non si possono accendere nuovi mutui e aumentare i tributi  al Comune non resta che chiedere modesti ritocchi alle tariffe dei servizi a domanda individuale per compensare almeno in parte (al 50,32% di media) i costi di funzionamento e del personale.
E però, sempre per il patto di stabilità, il Comune deve ridurre la spesa per i servizi offerti ai cittadini. Con il rischio di introdurre odiose discriminazioni perché, nella gerarchia dei bisogni, prima devono essere soddisfatti quelli vitali, per la casa, il lavoro, per gli anziani, i bambini e dopo quelli per il tempo libero, la cultura e lo sport. Ma è una lotta tra poveri che irrita e umilia. Succede anzi che questa Amministrazione di centro sinistra non si trovi allineata con il Governo, la  Regione e la Provincia nella scala delle priorità. Forse non tutti sanno che lo Stato, oltre ad aver tagliato indiscriminatamente di quasi un milione e mezzo di euro i trasferimenti, ha azzerato il fondo per i non autosufficienti. La Regione ha scelto di ridurre del 53,43% il fondo sociale regionale e del 26,63% il fondo per le politiche sociali. E per non essere da meno la Provincia di Varese ha tagliato del 50% il contributo per lo sportello immigrati e per i minori a rischio di emarginazione. Un bel colpo per la politica della sicurezza. Ma sappiamo che la Lega punta tutto sulle Ronde che dopo due anni presidiano solo la casa di Bossi e dei suoi colonnelli varesini.
Con questa cura che svuoterebbe anche il più ricco dei comuni, la giunta ha scelto di conservare lo standard dei servizi per quanto riguarda le spese correnti e di puntare alla manutenzione straordinaria delle strutture, delle attrezzature e degli impianti per quanto riguarda le spese di investimento. È esattamente quel che deve fare il buon padre di famiglia quando le cose non vanno bene. Badare all’essenziale, rinunciare al superfluo e rinviare le occasioni.
Fra qualche giorno avremo in Consiglio Comunale la discussione sul conto consuntivo dello scorso anno che chiude addirittura con piccolo avanzo di amministrazione. Sarà interessante ascoltare che cosa dirà l’opposizione. In occasione dell’ultima delibera di assestamento del bilancio 2010 Gilli si era impancato a dare una lezione di tecnica amministrativa e aveva urlato “staremo a vedere l’anno prossimo entro il 30 di giugno o più tardi se sarà prorogato il termine, che cosa verrà fuori dal conto consuntivo” accompagnando l’invettiva con un “non esito anche chiedere le immediate dimissioni dell’assessore”. Seguito a ruota da Volontè del PdL per il quale “i Consiglieri Comunali si assumono la responsabilità di votare un bilancio falso”. Miserie della politica. Con mano ferma e con non pochi sacrifici dei saronnesi, la Giunta è riuscita a tenere il bilancio in equilibrio, per non incorrere nelle pesanti sanzioni del Governo. Qualcuno dovrebbe ricordare all’opposizione che è arrivato il momento di quel rendiconto e al capogruppo di Unione Italiana che lo aspettiamo con compostezza sul suo scranno, ma senza dare lezioni. Chieda pure chiarimenti, gli risponderà l’assessore Santo, subito.

Angelo Proserpio

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Pubblicato dalla redazione di QuiSaronno, l'autore dell'articolo - se diverso - è indicato nel testo.