CASSINA FERRARA, L’IDENTITÀ PERDUTA

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Mancano i negozi, i supermercati, gli uffici amministrativi. E così alle lacune del Comune sopperisce il volontariato. Che teme la trasformazione della Cassina in un nuovo quartiere-dormitorio.

Ancora oggi, gli abitanti di Cassina AFerrara che vanno in centro dicono
“vado a Saronno”. È stato solo nel 1869, infatti, che il quartiere è stato annesso
al Comune di Saronno, e il senso
di appartenenza alla vecchia comunità è
ancora alto. Da allora, il quartiere ha decuplicato
le proprie dimensioni, passando
dai 600 abitanti degli anni’40 ai circa
6000 di oggi.
La feroce urbanizzazione degli ultimi
anni è uno dei principali problemi con cui
convivono quotidianamente gli abitanti.
Anche se la comunità sembra apparentemente
ruotare attorno alla chiesa,
in realtà l’abitato è molto più esteso, e
cambia la propria morfologia da un territorio
fatto di cascine e villette – quello
“storico” – a uno costituito da palazzine
di diversi piani. Ma se da un lato si è
investito molto sul residenziale, dall’altro
poco è stato fatto per quanto riguarda
i servizi, al punto che i “cassinatt” sono
molto critici con chi ha progettato e controllato
lo sviluppo del proprio quartiere
negli ultimi anni.
“A Cassina Ferrara non è possibile andare
a fare la spesa a piedi: non esistono
né un supermercato di grande distribuzione,
né un alimentari, né un’area commerciale”,
ci dicono gli abitanti. “Se abiti alla
Cassina e non hai un’auto o non puoi
più guidarla, ti devi far aiutare: devi
arrangiarti”. Non va dimenticato che Saronno
è una città con un’elevata età media
e che sono parecchi gli anziani a non
essere più autosuffi cienti. Alla Cassina il
problema è più sentito che altrove. “Oggi
ci sono circa 40 persone completamente
abbandonate che hanno bisogno di aiuto
quotidiano”, ci racconta un “cassinat”.
“Solo il mutuo soccorso tra gli abitanti mitiga
la situazione, che in diversi casi resta
comunque gravissima. Il mercato, che da
qualche anno viene tenuto una volta alla
settimana, comunque non basta”.
Mancano, inoltre, i servizi amministrativi.
I gestori dell’attivissimo Centro Sociale
hanno proposto di ospitare per un paio
di giorni alla settimana un distaccamento
della Posta, ma la loro richiesta è caduta
nel nulla. Per relazionarsi con l’amministrazione,
insomma, è necessario spostarsi,
con i problemi che ciò comporta.
Cassina Ferrara è un quartiere che
non solo si sente abbandonato, ma
anche tagliato a metà. L’asse via Miola/
via Larga, infatti, si fa carico in alcune
ore del giorno di un fl usso quasi 1000
auto all’ora, causando notevoli disagi
alla viabilità e alla qualità della vita. Tutto il
traffi co che va verso il comasco passa da
questa via, intasandola come un trombo.
In questa parte di Saronno ancora
aperta verso la campagna, comunque,
si trova una delle strutture più apprezzate
dai cittadini: il Parco del Lura. “Nonostante
sia molto frequentato, sono
ancora parecchi gli interventi da fare per
rendere la situazione ottimale”, dicono
alcuni utenti abituali del parco, “manca,
per esempio, una struttura che faccia
da porta del parco, con parcheggi, bar
e spogliatoi pubblici per fare la doccia”.
Servizi che, secondo molti, accenderebbero
i rifl ettori sulla zona, riducendo gli
episodi di microcriminalità già avvenuti
nelle ore notturne.
Agli abitanti della Cassina non manca
certo l’iniziativa. Il già citato Centro Sociale,
attorno al quale ruotano oltre 300
persone, è una realtà attivissima e attenta
alle problematiche quotidiane. È qui
che si cerca di mettere una pezza, con
il volontariato, al presunto disinteresse
di Saronno per questo vecchio borgo di
confi ne. La speranza è che, con la prossima
amministrazione, Cassina Ferrara
possa scrollarsi di dosso la fastidiosa
sensazione di essere stata dimenticata.

Ancora oggi, gli abitanti di Cassina AFerrara che vanno in centro dicono “vado a Saronno”. È stato solo nel 1869, infatti, che il quartiere è stato annesso al Comune di Saronno, e il senso di appartenenza alla vecchia comunità è ancora alto. Da allora, il quartiere ha decuplicato le proprie dimensioni, passando dai 600 abitanti degli anni’40 ai circa 6000 di oggi.

La feroce urbanizzazione degli ultimi anni è uno dei principali problemi con cui convivono quotidianamente gli abitanti. Anche se la comunità sembra apparentemente ruotare attorno alla chiesa, in realtà l’abitato è molto più esteso, e cambia la propria morfologia da un territorio fatto di cascine e villette – quello “storico” – a uno costituito da palazzine di diversi piani. Ma se da un lato si è investito molto sul residenziale, dall’altro poco è stato fatto per quanto riguarda i servizi, al punto che i “cassinatt” sono molto critici con chi ha progettato e controllato lo sviluppo del proprio quartiere negli ultimi anni.

“A Cassina Ferrara non è possibile andare a fare la spesa a piedi: non esistono né un supermercato di grande distribuzione, né un alimentari, né un’area commerciale”, ci dicono gli abitanti. “Se abiti alla Cassina e non hai un’auto o non puoi più guidarla, ti devi far aiutare: devi arrangiarti”. Non va dimenticato che Saronno è una città con un’elevata età media e che sono parecchi gli anziani a non essere più autosuffi cienti. Alla Cassina il problema è più sentito che altrove. “Oggi ci sono circa 40 persone completamente abbandonate che hanno bisogno di aiuto quotidiano”, ci racconta un “cassinat”. “Solo il mutuo soccorso tra gli abitanti mitiga la situazione, che in diversi casi resta comunque gravissima. Il mercato, che da qualche anno viene tenuto una volta alla settimana, comunque non basta”.

Mancano, inoltre, i servizi amministrativi. I gestori dell’attivissimo Centro Sociale hanno proposto di ospitare per un paio di giorni alla settimana un distaccamento della Posta, ma la loro richiesta è caduta nel nulla. Per relazionarsi con l’amministrazione, insomma, è necessario spostarsi, con i problemi che ciò comporta.

Cassina Ferrara è un quartiere che non solo si sente abbandonato, ma anche tagliato a metà. L’asse via Miola/via Larga, infatti, si fa carico in alcune ore del giorno di un fl usso quasi 1000 auto all’ora, causando notevoli disagi alla viabilità e alla qualità della vita. Tutto il traffico che va verso il comasco passa da questa via, intasandola come un trombo.

In questa parte di Saronno ancora aperta verso la campagna, comunque, si trova una delle strutture più apprezzate dai cittadini: il Parco del Lura. “Nonostante sia molto frequentato, sono ancora parecchi gli interventi da fare per rendere la situazione ottimale”, dicono alcuni utenti abituali del parco, “manca, per esempio, una struttura che faccia da porta del parco, con parcheggi, bar e spogliatoi pubblici per fare la doccia”. Servizi che, secondo molti, accenderebbero i riflettori sulla zona, riducendo gli episodi di microcriminalità già avvenuti nelle ore notturne.

Agli abitanti della Cassina non manca certo l’iniziativa. Il già citato Centro Sociale, attorno al quale ruotano oltre 300 persone, è una realtà attivissima e attenta alle problematiche quotidiane. È qui che si cerca di mettere una pezza, con il volontariato, al presunto disinteresse di Saronno per questo vecchio borgo di confine. La speranza è che, con la prossima amministrazione, Cassina Ferrara possa scrollarsi di dosso la fastidiosa sensazione di essere stata dimenticata.

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