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description: QuiSaronno n° ZERO - Novembre 2009
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Mancano i negozi, i supermercati, gli uffici amministrativi. E così alle lacune del Comune sopperisce il volontariato. Che teme la trasformazione della Cassina in un nuovo quartiere-dormitorio.
Ancora oggi, gli abitanti di Cassina AFerrara che vanno in centro dicono “vado a Saronno”. È stato solo nel 1869, infatti, che il quartiere è stato annesso al Comune di Saronno, e il senso di appartenenza alla vecchia comunità è ancora alto. Da allora, il quartiere ha decuplicato le proprie dimensioni, passando dai 600 abitanti degli anni’40 ai circa 6000 di oggi.
La feroce urbanizzazione degli ultimi anni è uno dei principali problemi con cui convivono quotidianamente gli abitanti. Anche se la comunità sembra apparentemente ruotare attorno alla chiesa, in realtà l’abitato è molto più esteso, e cambia la propria morfologia da un territorio fatto di cascine e villette – quello “storico” – a uno costituito da palazzine di diversi piani. Ma se da un lato si è investito molto sul residenziale, dall’altro poco è stato fatto per quanto riguarda i servizi, al punto che i “cassinatt” sono molto critici con chi ha progettato e controllato lo sviluppo del proprio quartiere negli ultimi anni.
“A Cassina Ferrara non è possibile andare a fare la spesa a piedi: non esistono né un supermercato di grande distribuzione, né un alimentari, né un’area commerciale”, ci dicono gli abitanti. “Se abiti alla Cassina e non hai un’auto o non puoi più guidarla, ti devi far aiutare: devi arrangiarti”. Non va dimenticato che Saronno è una città con un’elevata età media e che sono parecchi gli anziani a non essere più autosuffi cienti. Alla Cassina il problema è più sentito che altrove. “Oggi ci sono circa 40 persone completamente abbandonate che hanno bisogno di aiuto quotidiano”, ci racconta un “cassinat”. “Solo il mutuo soccorso tra gli abitanti mitiga la situazione, che in diversi casi resta comunque gravissima. Il mercato, che da qualche anno viene tenuto una volta alla settimana, comunque non basta”.
Mancano, inoltre, i servizi amministrativi. I gestori dell’attivissimo Centro Sociale hanno proposto di ospitare per un paio di giorni alla settimana un distaccamento della Posta, ma la loro richiesta è caduta nel nulla. Per relazionarsi con l’amministrazione, insomma, è necessario spostarsi, con i problemi che ciò comporta.
Cassina Ferrara è un quartiere che non solo si sente abbandonato, ma anche tagliato a metà. L’asse via Miola/via Larga, infatti, si fa carico in alcune ore del giorno di un fl usso quasi 1000 auto all’ora, causando notevoli disagi alla viabilità e alla qualità della vita. Tutto il traffico che va verso il comasco passa da questa via, intasandola come un trombo.
In questa parte di Saronno ancora aperta verso la campagna, comunque, si trova una delle strutture più apprezzate dai cittadini: il Parco del Lura. “Nonostante sia molto frequentato, sono ancora parecchi gli interventi da fare per rendere la situazione ottimale”, dicono alcuni utenti abituali del parco, “manca, per esempio, una struttura che faccia da porta del parco, con parcheggi, bar e spogliatoi pubblici per fare la doccia”. Servizi che, secondo molti, accenderebbero i riflettori sulla zona, riducendo gli episodi di microcriminalità già avvenuti nelle ore notturne.
Agli abitanti della Cassina non manca certo l’iniziativa. Il già citato Centro Sociale, attorno al quale ruotano oltre 300 persone, è una realtà attivissima e attenta alle problematiche quotidiane. È qui che si cerca di mettere una pezza, con il volontariato, al presunto disinteresse di Saronno per questo vecchio borgo di confine. La speranza è che, con la prossima amministrazione, Cassina Ferrara possa scrollarsi di dosso la fastidiosa sensazione di essere stata dimenticata.


