CASCINA COLOMBARA: UN QUARTIERE AI MARGINI

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added: 18/12/2009
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Un vecchio abitato articolato attorno a una corte dove la città sembra essere lontanissima. E di fatto lo è: nei servizi, nei collegamenti, negli esercizi commerciali.

C’è una sola strada che collega l’abitato della Cascina Colombara a Saronno. Una strada che è un cordone ombelicale. I lavori in corso per la nuova rotonda su viale Lombardia hanno obbligato gli abitanti della “Culumbera”, ogni mattina, a sincronizzare gli orologi per sfruttare i soli cinque minuti disponibili per passare incolumi nel traffico. Chi esce di casa prima o dopo rimane intrappolato nel cordone.

È proprio la viabilità il problema quotidiano più fastidioso con il quale hanno a che fare da queste parti. Un fastidio fatto di piccole cose, come la minirotonda “alla zurighese” presente tra via Don Sturzo e via Boccaccio, che lascia molti dubbi sulla sua interpretazione. “Non si capisce come vada affrontata, se si debba passare sopra, tenerla a destra o a sinistra”, ci dicono, “quando due o tre macchine vi si affacciano è sempre un pericolo, occorre mettersi d’accordo con gli altri”. Va detto che, in questo modo, viene raggiunto l’obiettivo di rallentare chi corre. Anche perché la mattina sono molte le auto a passare di qui da Solaro per evitare viale Lombardia. “Il problema è che via Boccaccio è troppo stretta e non permette a due macchine di passare contemporaneamente”, continuano i locali, “per cui ci sono degli slarghi per agevolare il passaggio. Ma la mattina vanno troppo forte, si rischiano tantissimi incidenti, anche per i pedoni”. La stazione di Saronno Sud amplifica la criticità viabilistica della Colombara, con i pendolari che parcheggiano ogni dove in assenza di una segnaletica chiara.

Problemi che, purtroppo, sono destinati ad amplificarsi, dato che è già stato approvato un intervento edilizio che raddoppierà la cubatura dell’abitato attuale, cosa che preoccupa molto i residenti, costretti a sperare, loro malgrado, nell’apertura di negozi e servizi come risposta alle clamorose lacune di questa piccola appendice saronnese. Non ci sono negozi, non esistono servizi comunali, non ci sono scuole e pochissime sono le attività lavorative. Alla “Culumbera” è necessario prendere l’auto per fare praticamente qualsiasi cosa. “Il servizio autobus funziona abbastanza bene e anche gli anziani lo utilizzano regolarmente”, ci dicono, “ ma non è certamente una situazione ideale: ci sentiamo fuori dal mondo”.

Qualche problema di sicurezza, come furti nelle abitazioni e spaccio di droga, con intensità altalenante nelle strade che si perdono verso il territorio di Caronno Pertusella, preoccupa da qualche tempo gli abitanti. Cose che creano una certa ansietà da queste parti, dove tutti si conoscono e le voci corrono veloci. Ma è proprio questo spirito di paese il tesoro più prezioso della “Culumbera”, un’atmosfera unica che si può cogliere nelle sere di mezza estate passeggiando nella vecchia corte attorno alla quale l’abitato si articola. Corte in cui è presente l’unico punto di aggregazione riconosciuto: il Circolo Famigliare gestito dagli abitanti stessi, struttura che sta crescendo anno dopo anno cercando di trovare una propria identità e che potrebbe in futuro – perché no? – offrire una serie di servizi amministrativi essenziali grazie a dei totem telematici forniti dal Comune. Già questo sarebbe un importante punto di contatto tra la vecchia cascina e la città, che ogni sera sembra scomparire al tramonto, sempre più lontana e invisibile.

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