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download: Settembre 2010 (440.09KB) added: 26/09/2010 clicks: 143 description: QuiSaronno n° 7 - Settembre 2010 |
Il “bike sharing”, ovvero l’utilizzo di biciclette condiviso insieme ad altri utenti ed organizzato da società specializzate, sta prendendo finalmente piede anche in Italia, soprattutto nelle città di maggiori dimensioni, con intensa attività turistica o pendolarismo.
Per restare ad una città a noi vicina, il servizio offerto da ‘BikeMi’ a Milano, prevede la possibilità di utilizzare le biciclette normalmente dalle 7 alle 23, per utenze e con pagamento di economiche tariffe giornaliere, settimanali, o annuali che sono garantite da carte di credito, a copertura del costo del servizio, nonché della puntuale riconsegna della bicicletta. La prima mezz’ora é inclusa nell’abbonamento, l’utilizzo successivo richiede un ulteriore pagamento e non deve comunque superare le due ore. Gli stalli, con numerose biciclette (circa 20), sono posizionati nei principali punti strategici della città (ad es. stazioni ferroviarie, metropolitana, università, ecc.). Basta inserire la tessera dell’abbonamento annuale o digitare il codice assegnato, staccare la bicicletta indicata dal videoterminale dello stallo, regolare l’altezza della sella, inforcare la bici, partire per poi riconsegnarla in ogni altro stallo nei tempi previsti. Si tratta quindi di un vero e proprio sistema di trasporto pubblico integrato con altri sistemi di trasporto pubblico e privato (treno, tram, metropolitana, auto pubblica, auto privata, ecc.), che consente di spostarsi ecologicamente, economicamente e in autonomia, integrare i percorsi e gli orari non coperti dagli altri mezzi di trasporto pubblici o privati, o semplicemente di spostarsi, fare turismo e divertirsi in bicicletta.
Bike Sharing, un servizio innovativo, ma non semplice da realizzare. Il servizio, se ben organizzato, risulta efficiente ed economico per l’utente, in quanto tra l’altro non richiede nè acquisto, né manutenzione del mezzo. Per il gestore questo implica tuttavia l’implementazione di un progetto di non semplice organizzazione ed attuazione, e con oneri finanziari di rilievo (studio di fattibilità, localizzazione degli stalli e loro costruzione, creazione di un network per l’abilitazione all’uso degli utenti e controllo della disponibilità delle bici, acquisto delle biciclette e loro manutenzione, trasferimento delle bici da uno stallo all’altro in caso di completo o scarso utilizzo, ecc.). Il successo é ovviamente facilitato in città con intensi flussi turistici e pendolaristici, oltre che di notevole utenza infra-cittadina.
Bike is fun!
Per informazioni www.bikemi.com
SONDAGGIO!
Saresti interessato ad usufruire di un simile servizio ecologico, innovativo ed economico anche a Saronno, che offra la possibilità di lasciare l’auto in punto periferico di accesso alla città e arrivare con la bicicletta, ad esempio, alla stazione F.N.M. per prendere il treno? Ovviamente, il servizio potrebbe consentire anche di andare da un punto all’altro della città – e magari in futuro dei paesi vicini attraverso piste ciclabili – in cui ci siano stalli, e ritornare quando serve al punto di partenza.
Dicci cosa ne pensi cliccando su www.QuiSaronno.it e compilando il semplice questionario disponibile sul nostro sito.
Franco Casali – info@tuasaronno.it
Questa iniziativa è rivolta a tutti i cittadini, saronnesi e non, che sono interessati a dire cosa ne pensano della possibilità di avere un servizio pubblico di biciclette condivise (bike sharing) anche a Saronno.
Siamo ovviamente consapevoli che, pur in caso di deciso gradimento dell’idea, questa non necessariamente si potrà concretizzare in tempi brevi, visto il costo e le problematiche organizzative connesse.
Comunque caro cittadino ciclista e, soprattutto potenziale ciclista, facci sapere che ne pensi.
Un cordiale grazie anticipato a tutti i partecipanti!
[SURVEYS 1]
coraggio… PROPONI ANCHE TU di individuare i punti di scambio delle bici con una mappa di Saronno!!!
usando l’omino
puoi anche vedere le foto a 360° delle vie di Saronno
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coraggio… proponete anche di individuare i punti di scambio delle bici con una mappa di saronno
Spero che vengano costruite piste ciclabili per collegare i paesi limitrofi con Saronno, così che ci si possa muovere davvero in bicicletta riducedo il traffico automoblistico.
Complimenti per questa iniziativa.
Graziella
Ciao Marta,
il tuo consiglio della mappa è stato accettato di buon grado come vedi…
ciao!
Massi
E’ un’iniziativa interessante soprattutto per gli abitanti dei comuni limitrofi che utilizzano l’auto per entrare in Saronno. I saronnesi sensibili al tema, già utilizzano la propria bici per spostarsi. Per Saronno occorre rivedere la viabilità e creare delle piste ciclabili.
Enrica
Anch’io penso che la priorità vada data alle piste che collegano coi paesi limitrofi (tranne che quelli per Rovello e Ceriano c’è ancora molto da fare) e ai percorsi facilitati all’interno delle mura della città. Il bike sharing mi pare più adatto alle grandi città…
E comunque, secondo me, far partecipare anche delle biciclette al sondaggio (e mi riferisco a Graziella Bianchi) è come invitare la Fiat Panda ad esprimersi sui parcheggi…
io vado controcorrente… credo che il bike sharing a saronno non sia molto utile…non perchè non è una simpatica idea, ma prima di tutto occorre rendere percorribile o raggiungibile per gli utenti delle due ruote la città, poi occorre fare in modo che le auto e le bici possano convivere (non sempre è possibile fare piste ciclabili) , occorre quindi istituire zone a velocità limitatissima (30 Km) con interventi che “fisicamente” impediscano alle automobili di andare più forte.
A questo punto se abbiamo le risorse per fare questi interventi occorre dirigere altre risorse per i parcheggi e l’assistenza alle bici (il bando che scade il 10 ottobre poteva essere un’occasione..o forse lo è stata?).
E’ chiaro che questi interventi necessitano di disponibilità economiche e allora parlare di bike sharing cioè di dirottare dei finanziamenti in favore di un finanziamento al noleggio delle bici, nelle condizioni di viabilità attuali mi pare superfluo ed inutile.
I finanziamenti (se ci sono) dirottiamoli per la sicurezza di chi circola in bici.
Credo che più che sogni o idee belle ma che assomigliano più ad uno – spot – chi amministra deve essere concreto…..
penso che l’iniziativa può essere interessante per gli abitanti dei paesi limitrofi. All’esterno della città parcheggiano e utilizzano la bicicletta per girare e far compere in centro. per gli abitanti di saronno non penso che sia utile. ognuno possiede il suo mezzo e le distanze tra un luogo e un altro sono ravvicinate. sarebbe ionteressante invece incrementare la rete delle piste ciclabili, renderle sicure e unire i percorsi tra diloro oltre che collegare la rete con i parchi le stazioni, gli autobus e soprattutto le scuole, i centri sportivi …
idee nuove . autubus elettrico per la città
Graziella la tua proposta è tanto auspicabile quanto ovvia! Spero anche io nell’abbattimento delle “barriere” che rendono difficile, se non pericoloso, spostarsi tra i paesi limitrofi con la bicicletta.
In un paese civile dovrebbe esistere una rete ciclabile sovracomunale integrata con politiche di limitazione del traffico cittadino “efficaci”. Cosicchè la bicicletta possa essere un vero mezzo alternativo.
Ma naturalmente si parte spesso dai ragionamenti sbagliati, cioè in primo luogo si fa di tutto per facilitare il traffico delle auto, con il risultato di aumentare ulteriormente il traffico, le difficoltà di parcheggio e i rischi per ciclisti e pedoni.
Presto ci sarà un altro articolo su quisaronno relativo alla questione della mobilità!
… non siamo svizzeri, non siamo tedeschi, non siamo francesi, inglesi e nemmeno spagnoli. Non siamo europei nè possiamo essere lombardi. Non siamo un Paese civile, siamo il Belpaese dove non funziona niente : purtroppo siamo italiani…
E quidi non può funzionare.
Per essere in tema con recenti iniziative Comunali ( tettoie per privilegiati), è evidente che per agevolare questo tipo di mobilità politicamente corretta, bisognerebbe dare in dotazione queste bici a tutti i dipendenti comunali e anche delle aziende partecipate, compreso i loro familiari tutti.