AREE DISMESSE: CHE FARNE?

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added: 18/12/2009
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description: QuiSaronno n° 1 - Dicembre 2009

Cantoni, Caproni, Isotta Fraschini, Lazzaroni, sono solo alcuni dei nomi di quella che, una volta, costituiva l’eccellenza produttiva di Saronno. Ora non restano che aree dimesse, un albergo per la roba di verghiana memoria e pezzi esposti nel Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese. Alcuni di quei capannoni, risparmiati alla demolizione dalla crisi del settore immobiliare, sono pezzi di archeologia industriale che andrebbero salvati o recuperati con progetti di alto valore atti a preservarne la memoria o a spingere verso la ricerca di nuove eccellenze produttive. La memoria recente vede, invece, l’edilizia come unica spinta del territorio e che ora, ferma al palo, lascia disoccupazione, cantieri abbandonati in pieno centro ed un flusso di lavoratori extracomunitari che converge quotidianamente in città e che fa storcere il naso a qualcuno.

Eppure di modelli da seguire ce ne sarebbero tanti, come ad esempio il recente progetto per l’ex ospedale di Treviso, attraverso il recupero di edifici originari e nuove costruzioni che ospiteranno gli uffici dell’Amministrazione provinciale, un teatro, una vecchia chiesetta, un asilo aziendale, un ristorante, un ostello per i giovani e un museo sulla storia della psichiatria che verranno alimentati da un grande impianto fotovoltaico. Il progetto si distingue per l’impiego delle più innovative tecnologie sia nel campo costruttivo e strutturale, sia in quello impiantistico, come ad esempio un polo tecnologico con centrale di riscaldamento e di raffrescamento, reti distributive di teleriscaldamento e di teleraffrescamento, impianti di climatizzazione ambientale (ventilazione e fluidi termovettori) ed un impianto di regolazione e supervisione degli impianti meccanici. Il tutto affidandosi a tecnologie eco-sostenibili con l’utilizzo di caldaie a biomassa, impianti fotovoltaici ed energia geotermica , ovvero lo sfruttamento del naturale calore endogeno della Terra.

Biella, Parma e Senigallia puntano invece a preservare o rilanciare l’occupazione attraverso il recupero di vecchie aree industriali con nuovi insediamenti produttivi o centri direzionali, debitamente integrati da servizi, luoghi di ritrovo e aree verdi. Anche in questi casi spicca l’uso di energie alternative per rendere autosufficienti questi “nuovi” poli. Non ultimi vengono i progetti per le varie Cittadelle della Tecnologia, che combinano innovazione e occupazione a Desio, Rieti, Brescia e Bologna, solo per citarne alcune, dove si fa ricerca attraverso dipartimenti tecnologici e laboratori industriali, passando per residenze e impianti di energia rinnovabile. Il tutto da costruire o ricostruire secondo modelli di bioarchitettura.

Quale sarà la scelta di Saronno? O meglio, cosa vogliamo che venga fatto a Saronno? Come? A decidere se al posto delle aree dismesse ci saranno nuovi quartieri dormitorio, privi di servizi, abitati ma non vissuti e quindi luoghi dove non ci si possa sentire sicuri, oppure nuovi centri commerciali che paralizzerebbero ulteriormente la già critica viabilità cittadina, piuttosto che cercare per la città un Rinascimento attraverso nuovi modelli per rilanciarla in nuovi ambiti di eccellenza territoriale, sarà il Piano di Governo del Territorio. PGT che, secondo i piani, dovrà essere depositato in Regione a fine marzo e a cui ogni saronnese potrà dare il proprio contributo.

La volontà del Commissario è infatti quella di raccogliere, attraverso un portale internet dedicato, le voci dei cittadini e delle associazioni. Al momento, visto che del portale non vi è traccia*, potete costituirvi come ‘comitato spontaneo di cittadini’ ed inviare le vostre osservazioni al dirigente comunale del Settore Programmazione del Territorio, Massimo Stevenazzi (m.stevenazzi[at]comune.saronno.va.it), oppure scriverle sul forum di Tu@Saronno (www.tuasaronno.it/phpbb/) che, in qualità di associazione, potrà protocollarle in Comune.

*AGGIORNAMENTO
Per natale il comune ha deciso di rilasciare il suddetto portale. E’ possibile accedervi all’indirizzo http://www.pgt.comune.saronno.va.it

Dopo essersi registrati il fatto che, per postare dei contenuti, si debba chiedere un ulteriore autorizzazione ad un indirizzo di posta che non è del Comune, bensì un account Google mail, pone dei dubbi sull’effettiva volontà di far partecipare in modo semplice ed accessibile il cittadino e sul trattamento dei dati per la privacy, che fa riferimento solo al Comune come tenutario del dato e la cui informativa è, tra l’altro, incompleta in molte sue parti.

Il portale è costato al comune 7.240€ secondo la delibera N°42 del 08/09/2009.

AdB

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