ALL’INTERNO DEL COMITATO REFERENDARIO

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description: QuiSaronno n°11 - Giugno 2011

L’esperienza della mobilitazione raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona

La battaglia per i 4 referendum del 12-13 giugno a Saronno è stata condotta in gran parte da una formazione che si chiama “Comitato del Saronnese: 2 sì per l’acqua bene comune”. L’aggregazione nasce nell’aprile 2011, quando l’associazione Attac di Saronno convoca cittadini, associazioni e partiti interessati alla campagna di raccolta delle firme per gli allora tre referendum per l’acqua pubblica (un quesito è stato eliminato e rimangono invece i primi due).
Nel giro di un mese si raccolgono intorno al “Comitato Referendum Acqua Pubblica” di Saronno una ventina di persone, espressione di singoli cittadini, associazioni femminili, sociali, ecologiste e liste civiche (che ne formano il gruppo promotore), mentre alcuni partiti del Centrosinistra ne costituiscono – come a livello nazionale – il gruppo “di sostegno”. Una suddivisione di ruoli felice, perché anche in futuro eviterà il rischio di strumentalizzazione a fini politici (soprattutto dai suoi detrattori) di quest’esperienza nata dal basso.
Un’esperienza che ha significato, tra aprile e giugno 2010, banchetti di raccolta firme in ogni fine settimana a Saronno e nei comuni del distretto (Origgio, Uboldo, Gerenzano, Cislago, Caronno Pertusella), per un incredibile totale di 2300. Uno sforzo organizzativo reso possibile dal volontariato appassionato e incessante di numerose persone, ma anche dalla progressiva “autoformazione” fatta dai partecipanti, che hanno studiato e fatto approfondire ai saronnesi, con serate divulgative dell’”ex” di lusso Marco Bersani, oggi portavoce di Attac Italia e della campagna referendaria.
Uno sforzo che prosegue nei mesi dell’estate e dell’autunno 2010, quelli in cui – raccolte su scala nazionale 1,4 milioni di firme (il miglior risultato dall’istituzione dei referendum ad oggi), si attendevano (entro gennaio) i pronunciamenti delle Alte Corti in merito al raggiungimento del mezzo milione di firme e, soprattutto, dell’ammissibilità costituzionale dei quesiti (due su tre sono alla fine passati). In questi mesi c’è una “sporca dozzina” di persone che continua a trovarsi, a informare e informarsi, a tenersi aggiornata, a stimolare l’Amministrazione comunale – come in centinaia di comuni italiani – sulle possibili modifiche di statuto comunale in favore dell’acqua pubblica, a ragionare sulla legge “natalizia” di Formigoni che privatizza l’acqua in Lombardia, a organizzare (è ancora il 15 febbraio e già si vocifera di metà giugno come data referendaria) l’ennesimo incontro pubblico cittadino, che vede l’Amministrazione di Saronno (oltre a quella di Cislago) scendere in campo a favore dei Sì ai referendum per l’acqua bene comune.
Per questo non eravamo impreparati a metà aprile, quando la campagna referendaria è partita ufficialmente. Anzi, le “riunioni del mercoledì” all’AUSER di Saronno hanno visto il Comitato crescere in presenze, fino a sfiorare le 25 persone in alcune serate. Ma soprattutto hanno visto crescere la sensibilità di altri gruppi e associazioni, dei promotori degli altri due referendum (sul nucleare, in particolare, e sul legittimo impedimento) di segmenti attenti della realtà cittadina, fino ai partiti che – seppur all’ultim’ora – si sono aggregati alla campagna referendaria nazionale e locale. Per questo, nonostante la fatica inizi a farsi sentire in queste ultime settimane, sappiamo di poter contare – comunque vada, e questa volta il 12-13 giugno il SI’ può vincere! – su un territorio consapevole, preparato, attento e sensibile al tema dell’acqua, ben avviato a un’importante riflessione sui beni comuni che, con la lotta per l’acqua, l’energia, e la giustizia uguale per tutti, è iniziata in Italia, inaugurando una stagione politica di nuovo protagonismo delle cittadine e dei cittadini. Contiamo che la politica – anche locale – sappia cogliere questo segnale e le istanze che porta con sé, ineludibili condizioni per la conferma di percorsi di rinnovamento del nostro territorio nel segno della partecipazione in senso non solo formale, ma anche di sostanza.

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Pubblicato dalla redazione di QuiSaronno, l'autore dell'articolo - se diverso - è indicato nel testo.