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description: QuiSaronno n° 1 - Dicembre 2009
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Esiste un modo per risparmiare sull’acqua da tavola, rispettando l’ambiente e apportando qualche beneficio al portafogli. Si chiama “Casa dell’Acqua”, ed è un sistema esistente da qualche anno in alcuni comuni lombardi.
La Casa dell’Acqua è un piccolo chiosco all’interno del quale si trovano solitamente tre rubinetti: uno addetto all’erogazione di acqua naturale a temperatura ambiente,uno con il compito di fornire acqua naturale refrigerata ed uno che rifornisce di acqua “gasata”. L’acqua di cui usufruiscono i cittadini presso le Case dell’Acqua è attinta dagli acquedotti comunali dopo esser stata ulteriormente filtrata. Per quanto riguardo la salubrità di queste acque, i cittadini non devono temere nulla, in quanto i controlli sulla rete idrica che ci passa sotto i piedi negli acquedotti sono effettuati settimanalmente.
Che dire riguardo ai costi? È proprio qui che la Casa dell’Acqua mostra uno dei suoi principali vantaggi. Il servizio, infatti, per come è stato effettuato in più di 30 comuni nell’area a sud di Milano, è totalmente gratuito per il cittadino, il quale non deve far altro che recarsi alla “fonte” e prelevare la quantità d’acqua desiderata. È il comune che si fa carico dei costi gestionali che, sia chiaro, non metterebbero in difficoltà le casse comunali, in quanto riguarderebbero solamente la realizzazione dell’infrastruttura iniziale e la sua manutenzione nel corso degli anni per assicurare un sicuro controllo delle acque, al fine di una loro corretta distribuzione.
Oltre a parlare dei costi, bisogna prendere in analisi i grandi vantaggi di cui potrebbero beneficiare sia il singolo cittadino sia l’intera comunità. Innanzitutto, il rifornirsi presso la Casa dell’Acqua potrebbe alleggerire, seppur di poco ma in modo costante, la spesa settimanale del singolo cittadino per l’acqua da tavola. Ancora più importante, però, è il contenimento dello spreco di migliaia di tonnellate di bottiglie di plastica che gravano sull’ambiente. Basti pensare a quanto si risparmierebbe in termini energetici e di emissioni evitandone produzione, smaltimento e trasporto su gomma.
Per avere un’idea più chiara di come funzioni questo sistema, abbiamo voluto chiedere un parere a coloro che utilizzando quotidianamente il servizio fornito dalle Case dell’Acqua. A questo proposito abbiamo intervistato Riccardo, un giovane cittadino di San Giuliano Milanese, città in cui le Case dell’Acqua esistono da alcuni anni.
QuiSaronno: Le Case dell’Acqua nel tuo comune riscuotono successo? I cittadini sono soddisfatti del servizio? Sono in molti a utilizzarlo?
Riccardo: Sì, riscuote decisamente un grande successo, d’altronde si tratta obiettivamente di un ottimo servizio. I cittadini mi paiono estremamente soddisfatti, tanto da non scoraggiarsi di fronte alla notevole e quasi perenne fila ai rubinetti. L’anziano in bicicletta con una decina di bottiglie nel cestello è ormai un personaggio molto comune da incontrare per le vie di San Giuliano.
QS: Quali migliorie si potrebbero apportare al sistema, secondo te?
Riccardo: Il problema cronico della Casa dell’Acqua è il suo posizionamento, a ridosso della strada in una zona dove i parcheggi sono un po’ carenti. Considerato poi il fatto che si tratta di una sosta solitamente breve – fila permettendo – e che una dozzina di bottiglie riempite ha il suo discreto peso, gran parte degli avventori opta per il parcheggio selvaggio a bordo corsia con le quattro frecce accese, in modo da avere la minor distanza possibile da coprire a piedi. Negli orari di punta, questo crea qualche disagio alla viabilità. Sarebbe stato intelligente considerare anche questo aspetto quando la struttura è stata costruita. In ogni caso, si tratta di un problema sicuramente di poco conto, direi che l’impianto va bene e offre, mi ripeto, un ottimo servizio. Questo lo dice una persona piuttosto critica nei confronti dell’amministrazione e della gestione della città.
Abbiamo rivolto le stesse domande anche a Ezio Mercanti, assessore all’ecologia di San Giuliano, per avere il parere non solo di chi usufruisce del servizio, ma anche di chi lo eroga e se ne deve sobbarcare i costi.
QS: Le Case dell’Acqua del Comune riscuotono successo? I cittadini sono soddisfatti del servizio? Sono in molti a utilizzarlo?
Ezio Mercanti: Sì, la Casa dell’Acqua nella nostra città ha riscosso a suo tempo un enorme successo, attirando anche molti cittadini di comuni limitrofi; tutt’ora abbiamo un’affluenza costante e continuativa per tutto il periodo di funzionamento. Fortunatamente, anche i comuni nelle vicinanze hanno iniziato ad attivare questo servizio e pertanto non abbiamo più situazioni di stress, dovute a code, parcheggio ecc.
QS: È complicato per un comune avviare l’iter per la costruzione di una casa dell’acqua? Ha dei costi elevati?
Ezio Mercanti: Non conosco i tempi impiegati per l’avviamento dell’operazione; considerando che siamo stati tra gli apripista, risulta molto probabile che ad oggi siano più sbrigativi. I costi di manutenzione sono contenuti e comunque accettabili se paragonati allo straordinario risultato.
Possiamo quindi concludere con certezza che questo è un servizio che migliora la qualità della vita, rivolto al bene comune e che mette in evidenza una grande sensibilità verso l’ambiente. A Saronno, città abbastanza sensibile da questo punto di vista (ricordiamo che la quantità di rifiuti riciclati nel 2008 era il 66,3 % contro il 57,2 % della media della provincia di Varese ), probabilmente una Casa dell’Acqua riscuoterebbe un larghissimo consenso e aumenterebbe la consapevolezza nei cittadini di un futuro rivolto verso il consumo delle risorse locali al fine di limitare inquinamento, disagi e speculazioni. Il Consiglio Comunale di Saronno, a marzo 2009, ha approvato una mozione per la realizzazione di queste strutture. Starà alla futura Amministrazione mantenere o meno questo impegno.



La mozione delle CASE DELL’ACQUA discussa velocemente in consiglio comunale nello scorso mese di marzo ed approvata nonostante il voto contrario del Sindaco Gilli, era una mozione giacente da quasi un anno nei cassetti del Presidente del Consiglio Comunale infatti la presentazione risale addirittura al 29 aprile 2008.
Nel testo della mozione si faceva proprio riferimento alla società TASM (Tutela Ambientale Sud Milanese) che serve molti comuni dell’area Sud Ovest di Milano, tra questi proprio San Donato e Buccinasco i comuni citati da voi nell’articolo.
Ora con il senno di poi, comprendo il motivo per cui il Sindaco Gilli votò contrario, ma sopratutto non volle discutere prima la mia mozione, il Gilli, che aveva ben presente la situazione dell’acquedotto saronnese, sapeva che una seria discussione sulle case dell’acqua avrebbe gioco-forza obbligato il consiglio ad affrontare anche il problema più generale della qualità dell’acqua dell’acquedotto, quindi non aveva nessun interesse ad evidenziare che l’acquedotto era oramai non sufficente per i bisogni dei cittadini ed aveva gravi problemi d’inquinamento, inoltre, a quanto pare già allora la Saronno Servizi aveva segnalato l’esigenza di nuovi pozzi, ma il Gilli non l’aveva ritenuta prioritaria. Sottolineo infatti che se il caso della scuola Pizzigoni è grave, non meno grave è la situazione del livello di nitrati presente in almeno altri quattro pozzi.
Per tornare alla mozione, la realizzazione delle “case dell’acqua” a Saronno potrebbe già essere una realtà, basterebbe inserire nel predisposto progetto dei nuovi pozzi anche la creazione di almeno una “casa”, questo senza aspettare la volontà della prossima amministrazione comunale.
ROBERTO STRADA ex consigliere comunale – VERDI
La mozione delle CASE DELL’ACQUA discussa velocemente in consiglio comunale nello scorso mese di marzo ed approvata nonostante il voto contrario del Sindaco Gilli, era una mozione giacente da quasi un anno nei cassetti del Presidente del Consiglio Comunale infatti la presentazione risale addirittura al 29 aprile 2008.
Nel testo della mozione si faceva proprio riferimento alla società TASM (Tutela Ambientale Sud Milanese) che serve molti comuni dell’area Sud Ovest di Milano, tra questi proprio San Donato e Buccinasco i comuni citati da voi nell’articolo.
Ora con il senno di poi, comprendo il motivo per cui il Sindaco Gilli votò contrario, ma sopratutto non volle discutere prima la mia mozione, il Gilli, che aveva ben presente la situazione dell’acquedotto saronnese, sapeva che una seria discussione sulle case dell’acqua avrebbe gioco-forza obbligato il consiglio ad affrontare anche il problema più generale della qualità dell’acqua dell’acquedotto, quindi non aveva nessun interesse ad evidenziare che l’acquedotto era oramai non sufficente per i bisogni dei cittadini ed aveva gravi problemi d’inquinamento, inoltre, a quanto pare già allora la Saronno Servizi aveva segnalato l’esigenza di nuovi pozzi, ma il Gilli non l’aveva ritenuta prioritaria. Sottolineo infatti che se il caso della scuola Pizzigoni è grave, non meno grave è la situazione del livello di nitrati presente in almeno altri quattro pozzi.
Per tornare alla mozione, la realizzazione delle “case dell’acqua” a Saronno potrebbe già essere una realtà, basterebbe inserire nel predisposto progetto dei nuovi pozzi anche la creazione di almeno una “casa”, questo senza aspettare la volontà della prossima amministrazione comunale.
ROBERTO STRADA ex consigliere comunale – VERDI
La mozione delle CASE DELL’ACQUA discussa velocemente in consiglio comunale nello scorso mese di marzo ed approvata nonostante il voto contrario del Sindaco Gilli, era una mozione giacente da quasi un anno nei cassetti del Presidente del Consiglio Comunale infatti la presentazione risale addirittura al 29 aprile 2008.
Nel testo della mozione si faceva proprio riferimento alla società TASM (Tutela Ambientale Sud Milanese) che serve molti comuni dell’area Sud Ovest di Milano, tra questi proprio San Donato e Buccinasco i comuni citati da voi nell’articolo.
Ora con il senno di poi, comprendo il motivo per cui il Sindaco Gilli votò contrario, ma sopratutto non volle discutere prima la mia mozione, il Gilli, che aveva ben presente la situazione dell’acquedotto saronnese, sapeva che una seria discussione sulle case dell’acqua avrebbe gioco-forza obbligato il consiglio ad affrontare anche il problema più generale della qualità dell’acqua dell’acquedotto, quindi non aveva nessun interesse ad evidenziare che l’acquedotto era oramai non sufficente per i bisogni dei cittadini ed aveva gravi problemi d’inquinamento, inoltre, a quanto pare già allora la Saronno Servizi aveva segnalato l’esigenza di nuovi pozzi, ma il Gilli non l’aveva ritenuta prioritaria. Sottolineo infatti che se il caso della scuola Pizzigoni è grave, non meno grave è la situazione del livello di nitrati presente in almeno altri quattro pozzi.
Per tornare alla mozione, la realizzazione delle “case dell’acqua” a Saronno potrebbe già essere una realtà, basterebbe inserire nel predisposto progetto dei nuovi pozzi anche la creazione di almeno una “casa”, questo senza aspettare la volontà della prossima amministrazione comunale.
ROBERTO STRADA ex consigliere comunale – VERDI
La mozione delle CASE DELL’ACQUA discussa velocemente in consiglio comunale nello scorso mese di marzo ed approvata nonostante il voto contrario del Sindaco Gilli, era una mozione giacente da quasi un anno nei cassetti del Presidente del Consiglio Comunale infatti la presentazione risale addirittura al 29 aprile 2008.
Nel testo della mozione si faceva proprio riferimento alla società TASM (Tutela Ambientale Sud Milanese) che serve molti comuni dell’area Sud Ovest di Milano, tra questi proprio San Donato e Buccinasco i comuni citati da voi nell’articolo.
Ora con il senno di poi, comprendo il motivo per cui il Sindaco Gilli votò contrario, ma sopratutto non volle discutere prima la mia mozione, il Gilli, che aveva ben presente la situazione dell’acquedotto saronnese, sapeva che una seria discussione sulle case dell’acqua avrebbe gioco-forza obbligato il consiglio ad affrontare anche il problema più generale della qualità dell’acqua dell’acquedotto, quindi non aveva nessun interesse ad evidenziare che l’acquedotto era oramai non sufficente per i bisogni dei cittadini ed aveva gravi problemi d’inquinamento, inoltre, a quanto pare già allora la Saronno Servizi aveva segnalato l’esigenza di nuovi pozzi, ma il Gilli non l’aveva ritenuta prioritaria. Sottolineo infatti che se il caso della scuola Pizzigoni è grave, non meno grave è la situazione del livello di nitrati presente in almeno altri quattro pozzi.
Per tornare alla mozione, la realizzazione delle “case dell’acqua” a Saronno potrebbe già essere una realtà, basterebbe inserire nel predisposto progetto dei nuovi pozzi anche la creazione di almeno una “casa”, questo senza aspettare la volontà della prossima amministrazione comunale.
ROBERTO STRADA ex consigliere comunale – VERDI
Durante i due pasti principali sono abituato a bere anche l’acqua del rubinetto ( come ho sempre fatto precedentemente nelle varie città di residenza). Vorrei sapere se posso continuare a farlo o devo bere l’odiata acqua in bottiglia. Nel secondo caso credo che l’amministrazione comunale mi debba rimborsare, rifacendosi sui responsabili.
Attendo risposta